Vuoi diventare Sammarinese? Adesso devi studiare
Da Aprile entra in vigore il nuovo test per la cittadinanza. Una cosa giusta. Ma il materiale di studio lascia un po' a desiderare.
Da questo mese di Aprile, ottenere la cittadinanza sammarinese richiede qualcosa in più.
Con il Regolamento n. 4 del 19 marzo 2026, che dà attuazione alla Legge 27/2026, la naturalizzazione ora prevede due nuovi requisiti:
Dimostrare la conoscenza dell’italiano almeno al livello B1
Superare un test scritto su storia, istituzioni e valori della Repubblica
La riforma ha anche eliminato l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine.
Un cambiamento importante e positivo.
Ma in cambio ha aggiunto questi due requisiti, con cui lo straniero dovrà dimostrare una connessione reale con il tessuto culturale e sociale di San Marino.
Per la lingua, il B1 non è un ostacolo
La conoscenza dell’italiano si dimostra in due modi:
con una certificazione linguistica rilasciata da enti riconosciuti da San Marino o dall’Italia
oppure con un titolo di studio o la frequenza di almeno cinque anni in scuole in lingua italiana
Il livello B1 è molto accessibile. Chiunque viva e lavori qui da anni non dovrebbe avere problemi.
Quindi, potremmo interrogarci sul fatto che forse un B1 sia troppo poco… Ma sicuramente non è eccessivo!
Il vero nodo è il test
La prova è scritta, a risposta multipla.
Vale per sempre: una volta passata, non va ripetuta.
Ci si iscrive tramite IOL, il portale della PA;
entro il 15 Aprile per la prima sessione, fissata per il 18 Aprile.
Costa 30 euro.
In caso di insuccesso si può ripetere, senza limiti, nelle sessioni successive, previste orientativamente in Aprile e Novembre ogni anno.
Sono previste esenzioni per chi ha più di 80 anni o gravi problemi di salute certificati, e i minori non devono sostenere il test sulle istituzioni.
La reazione dei sammarinesi? Le solite lamentele
Alcuni hanno preso la notizia come un’offesa personale.
Infatti, come si vede dai commenti qui sotto, le reazioni dei sammarinesi non si sono fatte attendere:
Eppure il test per la cittadinanza non è un’invenzione sammarinese.
Ad esempio ce l’hanno Stati Uniti, Canada, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Australia, Corea del Sud.
E anche il Regno Unito.
Di quest’ultimo io ne so qualcosa… avendolo dovuto passare in prima persona.
Il test non è un’umiliazione. È una formalità civile.
Ma le lamentele sul materiale non sono del tutto campate per aria
Alcune delle critiche più ricorrenti riguardano però anche la difficoltà del test.
Anche qui, i commenti parlano chiaro:
Ho quindi guardato il materiale di studio disponibile sul portale PA, nella sezione “Cittadinanza per naturalizzazione”.
Ecco a voi il materiale di studio per effettuare il test:
Effettivamente, c’è un problema
Seppur un test a risposta multipla sia solitamente più semplice di una prova aperta, il materiale risulta dispersivo.
Non ci sono esempi di domande, e manca completamente un esercizio pratico, come una simulazione del test online. Chi si prepara è un po’ lasciato a sé stesso.
Quindi: giusto chiedere il test.
Meno giusto come viene preparato
Chiedere a chi vuole diventare sammarinese di conoscere la nostra cultura, la nostra storia, le nostre istituzioni, mi sembra una cosa sacrosanta.
Non è una barriera, è un riconoscimento.
La cittadinanza non è un timbro, è un’appartenenza.
Ma in questo momento non invidio chi deve prepararsi con quello che c’è disponibile.
Si può fare di meglio: dispense più snelle, esempi concreti, una simulazione online.
Strumenti semplici, che farebbero una differenza enorme per chi si avvicina a questo percorso con serietà e buona volontà.
Ben venga il test.
A patto che sia accompagnato dai giusti strumenti per passarlo.








